Telecamere videosorveglianza: come sceglierle ?

Una breve guida per scegliere e configurare correttamente le telecamere IP: come collegarle alla rete e quali problematiche potrebbero presentarsi.

Quando si scelgono le videocamere da utilizzare è bene tenere presenti alcuni aspetti fondamentali:

  • Risoluzione video, banda occupata e supporto cloud

Uno degli aspetti fondamentali quando si sceglie una telecamera IP è sicuramente la risoluzione video supportata. È bene ormai selezionare solamente videocamere almeno 1080p (Full HD) o al limite HD 720p verificando però se esse consentano solo di caricare le registrazioni video su server remoti (magari appoggiandosi al servizio cloud del produttore) oppure soltanto o anche in locale. Una videocamera IP 720p che invia il flusso video sul cloud necessita di almeno 800 kbps (0,8 Mbps) di banda in upload che salgono a 1,3 Mbps o addirittura 4 Mbps per una 1080p a seconda della qualità dell'immagine impostata. Una semplice ADSL, quindi, non è adatta per inviare inviare il flusso in streaming, in tempo reale, verso server remoti ed è quindi bene preferire connessioni in fibra che offrono almeno 3 Mbps in upstream. Una telecamera ad alta risoluzione (Hd 1080p/2mp 30 fps H.264) almeno 4 mbps ognuna, per una telecamera CiF/0.07mp 5 fps H.264 almeno 125 Kbps ognuna, per una telecamera Hd 1080p/2mp 30 fps mJpeg almeno 12 mbps ognuna. Consideriamo un sistema di sorveglianza composto da 16 telecamere ad alta risoluzione, ognuna occupa 4Mps, 4×16 fa 64Mbps, una Lan interna da 100 Mbps potrebbe essere sufficiente, visto che rimangono anche 36 Mbps per i dati di computer, download ecc, connettersi invece da remoto via Internet ed avere una certa fluidità nelle immagini è pressochè impossibile. Inoltre, se si utilizzassero più telecamere IP che effettuano simultaneamente lo streaming verso un server remoto, la banda necessaria in upload va moltiplicata per il numero di videocamere in uso. Per non parlare del fatto che l'attività di upload del flusso video esercitata dalle varie videocamere influenzerà negativamente le prestazioni della connessione di rete. Addirittura, se la banda in upstream fosse completamente occupata, anche le prestazioni in download risulteranno del tutto insoddisfacenti

  • Registrazione video in locale

Soprattutto se la propria connessione di rete non offrisse tanta banda in upload (come avviene nella maggioranza dei casi) l'ideale è accantonare l'approccio cloud e richiedere la memorizzazione delle sequenze video provenienti dalla videocamere in una cartella condivisa in rete locale. Un'ottima idea consiste nell'allestire un server NAS e permettere alle videocamere di rete l'accesso diretto a una cartella all'interno della quale memorizzare i file. Dal momento che lo spazio sul server NAS non è illimitato, le videocamere o, preferibilmente, il NAS andranno configurati in maniera tale che i file relativi alle registrazioni video più vecchie vengano automaticamente eliminati così da fare posto a quelli nuovi. Uno dei problemi più frequenti consiste nell'integrazione e nell'utilizzo di più telecamere IP di vari produttori all'interno della stessa rete (vedere più avanti). Diciamo subito che i server NAS D-Link consentono di risolvere brillantemente il problema.

  • Compatibilità ONVIF e interoperabilità

ONVIF (Open Network Video Interface Forum) è un'organizzazione che si occupa di promuovere la compatibilità tra le apparecchiature impiegate nella videosorveglianza, basate sul protocollo di comunicazione IP. Le telecamere IP compatibili ONVIF risultano utilizzabili in un sistema di videosorveglianza che includa prodotti di brand completamente differenti. La presenza del supporto ONVIF è quindi sinonimo di massima compatibilità e interoperabilità.

  • Qualità del servizio (QoS), rete Gigabit Ethernet e segmentazione della rete

Se si prevedesse di installare molte telecamere IP collegandole alla propria rete di casa, dell'ufficio o dell'azienda, consigliamo di segmentare sempre la rete usando le VLAN (Virtual LAN). In questo modo si potrà garantire alle videocamere un quantitativo di banda minimo (QoS) ed evitare che eventuali situazioni di congestione della rete locale possano causare malfunzionamenti o la mancata memorizzazione dei flussi video. La segmentazione della rete locale mediante l'utilizzo di VLAN consente di fare in modo che gli altri dispositivi connessi al router o allo switch non siano direttamente visibili e accessibili dalle telecamere IP. Nel caso in cui una telecamera IP non aggiornata venisse usata come "testa di ponte" per aggredire la rete e sottrarre dati altrui, la separazione delle videocamere dal resto della LAN consentirà di scongiurare gli incidenti più gravi. Non solo gli switch ma anche molti router e modem router consentono l'uso delle VLAN. Infine, se si installassero molteplici telecamere IP all'interno della rete locale (soprattutto se ciascuna di esse registrasse il segnale video acquisito in una cartella condivisa, su un server locale o un NAS), suggeriamo di controllare che i dispositivi in uso (modem router e switch, innanzi tutto) siano GbE (Gigabit Ethernet) e che i cavi di rete permettano di raggiungere la massima velocità di trasferimento dati possibile. Se si utilizzassero dispositivi di rete capaci di muovere fino a 1 Gbps, si possono usare cavi Ethernet Cat-5e, salendo di categoria nel caso in cui si possedessero device 10 GbE (10 Gigabit Ethernet).

  • Telecamere IP PoE (Power over Ethernet)

Per ridurre la complessità dei collegamenti, suggeriamo di orientarsi su telecamere IP dotate di supporto PoE (Power over Ethernet): esse consentono di veicolare, attraverso lo stesso cavo di rete, sia i dati che l'alimentazione elettrica. Gli standard supportati sono attualmente due: PoE e PoE+. Il primo (specifiche IEEE 802.3af) consente di erogare fino a 15,4 W in corrente continua (DC) su ciascuna porta Ethernet mentre con PoE+ (IEEE 802.3at) è possibile spingersi più avanti. I nostri switch managed consentono di definire la potenza richiesta dal dispositivo collegato a valle di ciascuna porta Ethernet.

  • Telecamere wireless IP: attenzione al posizionamento

Nelle situazioni in cui non fosse possibile neppure passare un cavo Ethernet per l'alimentazione della videocamera IP via PoE, il collegamento WiFi rappresenta un'ottima alternativa, a patto che il segnale sia sufficientemente forte e stabile.

Le telecamere IP WiFi, dopo la prima configurazione, si collegano automaticamente al modem router wireless, all'access point oppure al range extender. Servendosi di un'app come Fing si può controllare, da un'unica schermata, l'indirizzo IP privato associato a ogni telecamera IP collegata alla LAN.

Dall'app Fing toccando su nome della telecamera IP quindi sull'icona Ping è possibile inviare una serie di richieste di connessione (DHCP) alla videocamera WiFi. La telecamera IP dovrebbe rispondere senza pacchetti persi e con un tempo in millisecondi ridotto (preferibilmente non superiore a 50 ms).

La presenza di pacchetti persi e una latenza superiore a 100 ms sono sinonimo di una telecamera WiFi non posizionata in maniera ottimale o non in grado di rilevare perfettamente il segnale wireless.

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